Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin

febbraio 21, 2008

rosa-alberoni-2.jpgRosa Alberoni dopo “La cacciata di Cristo” torna con un nuovo libro che, come il precedente, non mancherà di suscitare accese discussioni fra i sostenitori e i contestatori delle sue opere.

Ma se è vero che la conoscenza germoglia nella dialettica “Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin” rappresenta certamente un’occasione unica per esplorare una delle opere più celebri dell’artista fiorentino, la Cappella Sistina, che diventa lo scenario ideale per affrontare il tema della Creazione.

Se fossi stata atea, scrive la Alberoni, ascoltando una sinfonia di Beethoven o un’opera di Puccini, osservando la grandiosità della natura e di un cielo stellato, la mia ragione mi rivelerebbe, come accadeva ad Albert Einstein, una mente così superiore che tutta l’intelligenza messa dagli uomini nei loro pensieri non è al cospetto di essa che un riflesso assolutamente nullo.

Ma oggi  la tentazione cerca di annientare la tensione ideale o morale nei figli della civiltà cristiana, inducendoli a relativizzare tutto: un valore vale un altro, una religione vale un’altra, un animale vale quanto l’uomo.
Non è la scienza il nemico da combattere ma la darwinolatria, quella l’ideologia scientista che intende ridurre l’uomo a poco più di una scimmia, un anello assolutamente causale della filiera evolutiva, tentando di cancellare ogni possibilità dell’esistenza di un Creatore

Cosa significa il titolo del suo ultimo libro, Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin?

Cominciamo con Michelangelo.  Il Dio rappresentato nella Cappella Sistina da Michelangelo è il Dio biblico, il Dio della concezione ebraico-cristiana. E’ Colui che ha creato il cielo e la terra, che ha creato la matrice di ogni essere vivente, quindi degli animali e dell’uomo. Ed ha impresso sin dal principio in ciascun essere vivente lo slancio vitale,  la spinta evolutiva che ha portato ciascuno a diversificarsi  in molte forme ed a perfezionarsi. Con una differenza: l’uomo è l’unico in grado di perfezionare il mondo attorno a sé, ad inventare utensili adatti al suo processo evolutivo, a scoprire  lentamente alcune leggi che regolano l’universo e il corpo umano. Il suo compito è conoscere, scoprire, inventare avendo come fine il proprio cappella_sistina.jpgbenessere fisico e spirituale. L’uomo è la creatura prediletta da Dio, perché è l’unica a cui ha donato qualcosa di sé: la spiritualità, l’intelligenza, la ragione,  la sapienza, la pietà, e la capacità di percepire il mistero della vita, di sperare, di amare, e di custodire la terra con le altre creature. L’uomo è l’aiutante di Dio, come ha affermato Benedetto XVI.  Ora il genio di Michelangelo ha intuito  il dono che Dio ha fatto all’uomo ed anche il progetto che Dio ha per l’uomo. Non a caso Cristo è venuto in mezzo a noi, si è fatto uomo per parlarci, per rivelarci che sul pianeta siamo tutti fratelli, e che il nostro Padre celeste non ci abbandona. Anzi, ci attende in fondo alla via, al termine del nostro pellegrinaggio terrestre, per chiederci conto di cosa ne abbiamo fatto del libero arbitrio  che ci ha dato in patrimonio, come abbiamo speso i nostri talenti. Il Dio di Michelangelo è un Dio d’amore ma anche di giustizia, come ci mostra nell’affresco del Giudizio Universale.

E la barba di Darwin cosa centra con Dio?

darwin.gifLa barba di Darwin è l’ideologia profana ed atea  ideata da Darwin e poi propagandata dai suoi apostoli nel tempo. Gli apostoli di Darwin hanno trasformato una delle tante teorie dell’evoluzione in una darwinolatria, cioè una ideologia atea militante che mira a convincerci tutti che Dio non è mai esistito, che  siamo usciti dal vello di una scimmia, che ci siamo autocreati ed evoluti, e  quindi siamo i padroni assoluti della vita. Perciò il “non uccidere” è divenuto un comandamento relativo: se, ad esempio, una donna uccide il figlio che porta in grembo, la  chiamano autodeterminazione non omicidio. E’ uno smisurato atto di arroganza, se ci pensiamo. In un colpo solo, in nome del loro profeta barbuto, gli apostoli di Darwin hanno reso menzogneri tutti i Patriarchi della Bibbia, i Profeti, la Madonna, i Santi e Cristo. Anzi, tutte queste divinità sono il frutto della superstizione dei credenti, in quanto non è mai esistito nessun Dio creatore e neppure Cristo Redentore. Cristo , per gli atei militanti,  è uno dei tanti personaggi storici, una sorta di  parente stretto di Socrate o di Platone, cioè  un numero speciale uscito dalla lotteria del  dio  Caso.

La sua esegesi della Cappella Sistina è stupefacente per ricchezza dei dettagli storici, artistici, emozionali, sociologici e religiosi. Quali sono le fonti che l’hanno ispirata?

Se per “fonti” intende esperti di storia dell’arte nessuna. Io come professore universitario di sociologia mi sono dedicata allo studio della filosofia, della psicologia, sociologia, quella classica e quella della vita quotidiana. In più, provenendo dal mondo letterario, conosco i maggiori drammaturghi e narratori, ma di storia dell’arte non so nulla. Per comprendere  le immagini della Cappella Sistina ho usato il metodo della filosofia delle forme culturali, e come narratrice ho cercato di entrare nella testa di Michelangelo. Ho capito che  il suo genio creatore è scortato da un grande sapere teologico e letterario. Un genio imparabile che nella Sistina ha rappresentato la teologia del corpo umano, come ha ben detto Giovanni Paolo II,  ed ha intuito il progetto di Dio riguardo all’umanità.

Qual è la truffa semantica orchestrata dagli apostoli di Darwin?

Ci sono due modi di rigettare la civiltà di appartenenza, quella di copertina-alberoni.jpgaffrontarla di petto, gridarlo a viso aperto, denunciarne le degradazioni, le ipocrisie, i danni che ha prodotto, tralasciando l’humus e  i vantaggi usufruiti, come hanno fatto i giacobini e i comunisti. E c’è  quella di sostituire le categorie cardini, manipolarne in modo sotterraneo il senso per impollinare le menti come se fossero degli  stami, ed avere la pazienza di attendere che diano i frutti  desiderati. Darwin e i suoi adoratori scelgono la manipolazione, che è più lenta ma incisiva. Il ponte fra l’uomo e la scimmia lo costruiscono prima di tutto  con il linguaggio. E’ con il linguaggio che hanno gettato le fondamenta per la parificazione  uomo-bestia. Espressioni come “l’uomo è un animale sociale”, “l’uomo è un animale mimetico”, ”quell’uomo ha un fisico bestiale” vengono ripetute sui media, e giungono, che ci piaccia o no, nelle nostre case, quando siamo rilassati, quando abbiamo abbassato la vigilanza, e quindi memorizziamo senza badare al “cosa memorizziamo”. Noi infatti  sappiamo che  dovremmo dire “l’uomo è un essere sociale”, “l’uomo è un essere mimetico”, “quell’uomo ha un corpo atletico”, ma protestare contro il televisore di casa, che ci ha martellato il linguaggio nelle nostre orecchie, è come andare contro i mulini a vento. Così ci siamo convinti che una parola vale un ‘altra, che un valore vale un altro, una religione un’altra. E’ il relativismo che foraggia il primato dell’individualismo che impera nei giorni nostri.

Esiste una relazione tra la darwinolatria e l’eugenetica?

Sì, sin dal principio. La selezione naturale osannata da Darwin e i suoi adoratori mira a costruire la bella stirpe, la bella razza. Ed Hitler poi ci ha provato  sul serio a farlo. Il fondatore dell’eugenetica è stato Julian Huxley,  uno degli apostoli  più agguerriti.

In che modo gli adoratori di Darwin cercano di minare non solo la religione  ma anche la civiltà cristiana?

rosa-alberoni.jpgCon l’astuzia, con la manipolazione delle menti. Essi non negano apertamente i valori cristiani, i cardini della nostra civiltà, ma li svuotano dell’autentico  significato. Per esempio: non hanno il coraggio di affermare apertamente che il non uccidere, il non rubare, non dichiarare il falso, non commettere atti impuri, come lo stupro e la pedofilia  o il tabù dell’incesto  sono valori eterni voluti dalla saggezza umana e da Dio. Non dicono: abbandona i valori  della tradizione ebraico-cristiana e segui  i nostri, che calzano meglio al tuo essere il padrone della vita.  Dicono: segui la tua idea, il tuo volere, i tuoi desideri, sii libero di scegliere, di agire come vuoi, e di cambiare idea e valori quando ti pare. Solo gli ottusi non cambiano idea. Le persone intelligenti sì. In sostanza, se  sei intelligente, segui il tuo Io, il tuo volere individuale e le tue voglie.
Non lo dicono, però contrappongono ai valori della civiltà cristiana i comandamenti dell’ateismo, assemblati sotto il   mito della modernità. E modernità è un altro modo per ribadire gli stessi principi:  se non accetti i valori nuovi, i  valori della libertà totale che ti indichiamo noi, quella atea,  sei anti-moderno. In sostanza gli atei militanti, i darwinolatri si prodigano per cancellare i valori della civiltà cristiana. Per questo ritengo che la darwinolatria sia l’oppio del terzo millennio, e  ci porterà nella giungla, nel regno degli animali, dove vige una sola legge: il più forte divora il più debole, è la legge della sopravvivenza inscritta nell’istinto degli animali. Gli animali non hanno una ragione, non hanno una morale. Obbediscono al loro istinto: il leone che assale una gazzella e la divora compie un atto naturale,  non un atto immorale,  un omicidio.  L’uomo invece è l’unico portatore dello spirito, della ragione, della parola, dei sentimenti di pietà, d’amore, di giustizia. L’uomo è portatore dell’immagine di Dio, per questo Dio l’ha scelto come suo  aiutante e per   custodire la terra e  tutti gli altri esseri viventi, senza confondere l’essere umano con gli animali.

 

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Fulminati da Al Gore

febbraio 17, 2008

La moda che ha imperversato a New York nel trascorso natale è stata quella del regalo verde. Semaforo rosso, quindi, per mutandine e reggiseno in viscosa ma solo fibre naturale, caccia alle eco-borse Ecoist, fatte con gli involucri di caramelle, snack ed etichette di bibite (http://www.ecoistbags.com/).ecoist-769701.jpg

L’econatale ha coinvolto anche il plurimmortalato albero del Rockefeller center a Manhattan, illuminato per l’occasione da lampadine speciali a basso consumo.

I supermercati hanno sostituito le buste di plastica con quelle di carta e offrono come buoni spesa video e libri del nuovo indiscusso profeta, paladino insigne della pace del mondo: mr. Al Gore.

Gli americani dunque, dopo la guerra, rispolverano per le feste un più confacente impegno sociale “civile” in nome di un consumismo che si rinnova tingendosi di verde. La rivista ecologista Plenty riguardo al pranzo di natale raccomanda di evitare verdure trattate con pesticidi e carne con antibiotici.

Caccia quindi alle boutique alimentari che vendono cibo ecologico, non sicuramente più sano, ma certamente più caro. 

Ma c’è chi è andato oltre, subendo così profondamente l’influenza dei proclami catastrofisti di Al Gore da cambiare radicalmente stile di vita.
pasqualeborriello.jpgIgnorando la circostanza per cui l’annunciato prossimo presidente degli Stati Uniti ha consumato nel 2006 221,000 kWh per illuminare, riscaldare e abitare le 20 stanze della villa con piscina a Nashville, c’è chi, fulminato da Una scomoda verità, sceglie di tornare alla vita delle caverne.

I coniugi Beaven conducevano esistenza vita tranquilla nel lusso del loro appartamento nella celeberrima 5a strada di New York fino a quando, guardando il documentario di Gore, si sono sentiti così in colpa di appartenere al genere uomo-inquinatore che hanno deciso di cambiare vita.

Michelle racconta così la conversione: «Sono andata a vedere “An Inconvenient Truth” in un cinema con l’aria condizionata. È stata una chiamata alle armi. Mi sono accorta che tutto quel che stavo facendo nella mia vita contribuiva alla distruzione dell’ambiente. È stato allora che ho deciso di dire basta». beaven.jpgColin e Michelle, con la loro figlia Isabelle ed il cane Friskie, raccontano in un blog, scritto da un internet point vicino, un anno di vita senza prendere ascensori (pur abitando al nono piano), auto, senza tirare lo sciacquone, guardare la tv, senza lavastoviglie, forno, stufa elettrica, rasoio, computer, acquistando cibi biologici da fattorie biologiche, lavandosi i denti col bicarbonato, andando al lavoro in monopattino e convivendo con una colonia di vermi a cui viene data in pasto la propria spazzatura.

Ma non sono i soli. Un gruppo di San Francisco The Compact (sfcompact.blogspot.com), in omaggio al patto del Mayflower firmato dai Padri Pellegrini per fondare una colonia americana che aveva come scopo quello di promuovere il bene comune, sono riusciti ad asternersi per un anno intero dal fare acquisti. Così John Perry, quarantaduenne che lavora nell’IT nella Silicon Valley, spiega che la sua scelta: “significa essere consapevoli degli eccessi della cultura dei consumi e del fatto che stiamo affondando le nostre risorse e impoverendo la gente nel resto del mondo.”

Sempre negli States ci si può imbattere nei Froogles, un gruppo di persone che vivono barattando beni di necessità e vestiti su internet.
amish2.jpgMentre sulla rete sono sorti siti  di non-shopping come freecycle.org e garbagescout.com , sono sempre più di moda le yard sales, i mercatini del proprio usato che gli americani amano organizzare nel proprio giardino di casa nelle belle giornate.
Chissà se l’ideale di vita di questi neo-eco-radical-chic-contestatori non sia proprio quello attuato dagli Amish della Pennsylvania. Le donne non si tagliano mai i capelli e gli uomini dopo il matrimonio si fanno crescere la barba. Non hanno elettricità e si sposano solo nei mesi di novembre e dicembre durante il periodo di pausa di lavoro nei campi.

Jonathon Porritt, noto ambientalista inglese insignito nel 2000 dalla regina del titolo CBE (Commander of the British Empire), già consigliere del governo Blair, ha dichiarato all’Observer: “Sono molte le grandi idee che nei secoli hanno dominato il pianeta, fascismo, comunismo, democrazia, religione. Ma solo una ha raggiunto la supremazia totale. Si tratta del consumismo. Se vogliamo salvare il pianeta, dobbiamo smettere di comprare”.

Il paradosso è questo accanimento contro ogni tipo di acquisto si viene ad esasperare proprio nel momento in cui inizia finalmente a decollare il commercio equosolidale, ex cavallo di battaglia ambientalista, ora accantonato e aumentano prodotti legati alla campagna Product Red, cui parte dei proventi sono destinati alla lotto all’Aids in Africa.