Tra Fede e Scienza – Intervista al Prof. Antonino Zichichi

maggio 3, 2008

ZichichiL’attuale discussione sull’ambiente è imprigionata nella stantia dicotomia che vede i “catastrofisti”  contrapporsi aprioristicamente agli “eco-ottimisti”.
Il fervore di tale polemica ha ormai travalicato gli argini della difesa dell’eco-sistema in se per assumere il vigore di una appassionato confronto tra due opposti sistemi di pensiero.
La concezione ecocentrica, di matrice relativista, viene così ad infrangersi contro lo scoglio dell’etica antropologica, di origine cristiana, travolgendo tutti i temi legati all’ecologia.
Lo scontro in atto è evidente anche nella strategia comunicativa attuata da una scuola di pensiero di ispirazione luddista, rigurgito di venerazioni neo-pagane verso Gaia, la  Madre Terra, che tende a presentare la scienza come indistinta dalla tecnologia e quindi colpevole degli effetti indesiderati dell’industrializzazione e del capitalismo. Di contro, una visione antropocentrica dell’ambiente, frutto della consapevolezza del ruolo centrale della Fede, esorta l’uomo a non lasciarsi sedurre da facili ritorni alla natura ma a riappropriarsi di una visione unica del creato, dove risalti la sua responsabilità superiore verso le altre forme di vita.
Per fare chiarezza sulle correnti controversie abbiamo posto alcune domande ad uno dei più illustri e stimati scienziati: il Prof. Antonino Zichichi, Presidente della World Federation of Scientists e della Fondazione Ettore Majorana, dedito da sempre ad una corretta divulgazione scientifica.

Prof. Zichichi, sembra che la Scienza attualmente abbia perso la sua funzione formativa ed ogni pecularietà culturale assoggettandosi a ideologie relativiste o scientiste. Né è prova la recente lettera dei 67 scienziati dell’Università “La Sapienza” che hanno proibito al Papa di parlare ai giovani studenti e al corpo accademico. A questa lettera hanno aderito migliaia di altri scienziati. Come se lo spiega?

Ricordo che nell’aprile del 2006, Papa Benedetto XVI, rispondendo a una domanda di un giovane che partecipava in Piazza San Pietro a un incontro in preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù, rispose dicendo che il grande Galileo Galilei considerava la Natura e la Bibbia due libri scritti dallo stesso Autore.
La Scienza, ha ricordato Benedetto XVI, nasce da quell’atto galileiano di umiltà intellettuale: Colui che ha fatto il mondo è più intelligente di tutti noi, filosofi, poeti, artisti, matematici, nessuno escluso. Non permettere a Papa Benedetto XVI di leggere agli studenti il messaggio della grande alleanza tra Fede e Scienza è atto di oscurantismo, non di laicità, non è espressione culturale della Scienza ma un esempio di ciò che Enrico Fermi – oltre mezzo secolo fa – definì “Hiroshima culturale”».

Nei suoi libri ha ribadito con forza questo concetto, può spiegarlo meglio?

Pensi al darwinismo, considerato la più avanzata frontiera della Scienza, all’ateismo presentato come il trionfo della Ragione, al Big-Bang come se tutto fosse stato capito. La nostra cultura non è in sintonia con le conquiste della Scienza ma con la negazione di queste conquiste; come se Galilei non fosse mai nato».

Se il darwinismo non è la più avanzata frontiera della Scienza, ci dice cos’è?

Per fare Scienza c’è bisogno di rigore matematico e riproducibilità sperimentale. È Galileo Galilei a insegnarci questo, altrimenti si resta fuori dalla Scienza di stampo galileiano. L’evoluzionismo esiste in molte specie viventi, ma non lo si può estendere all’uomo».

Perché?

Esistono centinaia di migliaia di forme di materia vivente. Una e una sola però risulta dotata di Ragione. L’evoluzionismo non sa descrivere come dalle innumerevoli forme di materia vivente prive di Ragione, com’è un albero o un’aquila, sia venuta fuori l’unica forma di materia vivente dotata di Ragione, cioè Noi. Sarebbe formidabile se qualcuno riuscisse a far diventare l’evoluzionismo Scienza. Tutto evolve: dall’esempio più elementare di particella quale è un elettrone, al cosmo. L’evoluzione cosmica parte dal primo Big-Bang e, dopo 20 miliardi di anni, arriva a noi. Però l’unico evoluzionismo che sappiamo descrivere si ferma alla materia inerte. Io conosco benissimo di quanti protoni, neutroni ed elettroni è fatta una pietra o il corpo di una rondine. Se pietra e rondine sono di peso eguale, il numero di protoni, neutroni ed elettroni è lo stesso. Nessuno però sa fare il passaggio dalla pietra alla rondine. È un esempio del secondo Big-Bang».

Quanti Big-Bang sono necessari per arrivare a noi?

Tre. Il primo è quello che dal Nulla produce la materia inerte. Il secondo è necessario per passare dalla materia inerte a quella vivente. Il terzo Big-Bang deve spiegare come si passa dalla Vita alla Ragione. Che l’evoluzionismo esista in moltissime forme di materia vivente non autorizza ad estendere questa proprietà (evoluzione) a Noi in quanto abbiamo una proprietà (la Ragione) che non esiste in nessuna altra forma di materia vivente. Noi siamo esempio unico. Se dalla rondine passiamo all’uomo entra in gioco la sfera trascendentale della nostra esistenza.

La scienza galileana e cultura cattolica camminano dunque insieme di pari passo?

Se oggi la Scienza è arrivata alla soglia del Supermondo, lo dobbiamo a quell’atto di Fede e di umiltà intellettuale, maturato nel cuore della cultura cattolica con Galileo Galilei, che Giovanni Paolo II definì figlio legittimo e prediletto della Chiesa Cattolica. Giovanni Paolo II riportò a casa i tesori della Scienza Galileiana e Benedetto XVI di questi tesori è oggi il massimo custode nella continuità culturale del Suo Apostolato con quello di Giovanni Paolo II che, spalancando le porte della Chiesa Cattolica alla Scienza Galileiana, dette vita alla grande alleanza tra Fede e Scienza.

La cultura atea vuol fare credere di avere basi rigorosamente scientifiche; Lei però ha definito l’Ateismo un atto di Fede nel nulla. Ce lo può spiegare?

La Scienza scopre che esistono le Leggi Fondamentali che reggono tutto; dall’Universo dei quark e dei leptoni, alla nostra Terra con oceani e foreste, Sole, Luna, Stelle, Cosmo. L’insieme di queste leggi rappresenta la Logica che governa il mondo. Siamo figli di questa Logica. È legittimo chiedersi: questa Logica ha un Autore? L’Ateismo risponde: No; ma non sa spiegarlo. Non arriva al No per atto di Ragione, ma di Fede e basta. Fede nel No, che vuol dire Fede nel Nulla. Io penso sia molto più logico un atto di Fede nel Creatore. Chi ne volesse sapere di più potrebbe leggere il mio libro “Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo”.

La Scienza può fare a meno della Fede?

Nel Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana a Erice, che dirigo, è incisa su ferro ed esposta la frase «Scienza e Fede sono entrambe doni di Dio». La cultura del nostro tempo è detta moderna, ma in effetti è pre-aristotelica. Infatti né la Logica Rigorosa né la Scienza sono ancora entrate nel cuore di questa cultura che – come ha scritto Benedetto XVI nel Suo discorso alla Sapienza – «costringe la Ragione ad essere sorda al grande messaggio che viene dalla Fede Cristiana e dalla sua sapienza. Così facendo questa cultura agisce in modo da non permettere più alle radici della Ragione di raggiungere le sorgenti che ne alimentano la linfa vitale».
Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma c’è un’altra famosa frase di Giovanni Paolo II: «La Scienza ha radici nell’Immanente ma porta l’uomo verso il Trascendente». Benedetto XVI sta percorrendo la stessa strada.

Nei Laboratori del Gran Sasso, praticamente una Sua creatura, sono stati fotografati i primi neutrini artificiali prodotti dall’uomo. Una sfida vincente, che profuma di Nobel, ce ne può parlare?

Ho progettato i Laboratori del Gran Sasso e li ho realizzati avendo presente due motivi di fondo. Anzitutto per dare all’Italia una struttura scientifico-tecnologica in grado di essere in prima linea nella competizione scientifico-tecnologica mondiale. L’altro motivo era di natura puramente scientifica. Io vivevo nel più grande Laboratorio di fisica del mondo, il CERN di Ginevra, e avevo capito che c’erano problemi per la cui soluzione sarebbe stato necessario costruire un acceleratore avente dimensioni grandi quanto tutto il Sistema Solare. Nacque così l’idea di studiare la “macchina cosmica” e i suoi effetti. Infatti il Cosmo brilla più di neutrini che di luce. Studiarne le proprietà ci avrebbe aperto orizzonti mai prima esplorati. Oggi, a trent’anni di distanza, questi orizzonti restano di grande attualità.

Come dovrebbe essere strutturata per Lei una corretta ed efficiente comunicazione ambientale?

Dando la parola non a persone che hanno credibilità scientifica zero, ma alla vera grande Scienza. Solo così sarà possibile realizzare il sogno che fu di Enrico Fermi: vivere di una Cultura in cui la Scienza sia veramente protagonista. Il mondo ha bisogno di Cultura Scientifica. Se vivessimo l’era della Scienza non esisterebbero le emergenze planetarie.

 

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SPE SALVI facti sumus

dicembre 2, 2007

ratzinger1.jpgNella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi (Rm 8,24). La « redenzione », la salvezza, secondo la fede cristiana, non è un semplice dato di fatto. La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino. Ora, si impone immediatamente la domanda: ma di che genere è mai questa speranza per poter giustificare l’affermazione secondo cui a partire da essa, e semplicemente perché essa c’è, noi siamo redenti? E di quale tipo di certezza si tratta?

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html


Italia in polvere

marzo 16, 2007

cocaina_vignetta-di-karma.gifLo stupore espresso dal ministro Amato in occasione del sequestro a Napoli di una tonnellata di cocaina rappresenta l’eterna incapacità della politica di comprendere i disagi sociali: “Vi rendete conto? – si è chiesto il ministro – non è detto che fosse destinata tutta alla Campania, però, se si è sequestrata una tonnellata vuol dire che c’è un consumo gigantesco di cocaina in Italia e torno a dire che non si può chiedere alle Forze dell’ordine di contrastare il traffico di droga se c’è una domanda che viene dalle famiglie, da giovani e adulti, se la nostra collettività esprime – ha proseguito Amato – una domanda di cocaina così spaventosa”.
Eppure, basterebbe leggere i giornali e le ricerche per rendersi conto che l’emergenza non è mai cessata. Una inchiesta condotta da Repubblica ha svelato come acquistare della cocaina sia semplicissimo. In circa tre ore il giornalista rivolgendosi a sconosciuti frequentanti della vita notturna romana è riuscito a raccogliere otto dosi al modico prezzo di 50 euro al grammo.
Ad Arezzo Wave un cronista delle Iene non doveva neppure fare la fatica di chiedere: come è entrato nel campus è stato sommerso di offerte da parte dei pusher. Per la cronaca, il rave da quest’anno è stato espulso dalla città toscana.
Il Laboratorio Previsionale condotto l’11 e 12 novembre 2006 da Prevo.Lab., l’Osservatorio Previsionale sulle droghe della ASL Città di Milano, ha rilevato che gli utenti dei SERT (Servizio Recupero Tossicodipendenti) sono aumentati del 28% ed ha previsto che nei prossimo tre anni il numero dei consumatori di coca aumenterà del 40-50%.
Che la polvere bianca sia una sostanza che non passa di moda si sa bene.foglie.jpg
L’adozione della “microdose” si è rivelata commercialmente e socialmente vincente. 20 mg. di cocaina, poco più di 6 striscie, sono acquistabili dovunque a prezzi accessibili.  I venditori della cannabis ora vendono anche cocaina e quindi chi considera innocuo lo spinello prima o poi sarà portato a cedere all’offerta del distributore provando anche la cocaina.
Secondo l’EURISPES sono oltre 2.130.000 gli individui che hanno sperimentato la cocaina almeno una volta nella vita.
Anche secondo l’Ipsad del Consiglio Nazionale delle Ricerche almeno 2 milioni di italiani hanno sniffato cocaina nella loro vita mentre i consumatori abituali sono raddoppiati passando dai 350.000 stimati nel 2001 ai 700.000 stimati nel 2005. Risultano addirittura triplicati quelli che fanno uso di allucinogeni e stimolanti.
L’istituto di fisiologia clinica del CNR ha condotto una indagine fra gli studenti del Lazio di  compresa fra 14 e i 19 anni, scoprendo che su un campione di 250mila ragazzi  12mila hanno dichiarato di aver fatto uso di sostanze stupefacenti e circa 7,5mila hanno fatto uso almeno cinque volte di cocaina.
Una indagine effettuata tra il 26 e 27 gennaio 2006 dall’istituto di ricerca DOXA sulla percezione sociale sul tema della diffusione delle droghe in Lombardia ha rivelato come l’idea della droga sia associata al buco, alla siringa e i consumatori di sostanze stupefacenti appartengono in prevalenza alla fascia d’età compresa fra i 15 e i 24 anni seguiti dai 50-64enni.
san-patrignano.gifChi si avvicina dunque alla polvere bianca protetto da una diffusa accettabilità sociale non è consapevole che dopo poco si trasformerà in un tossidipendente e chi lo è già difende il suo diritto a drogarsi in nome della libertà individuale.
Non si può quindi non essere d’accordo sulla necessità di agire sul contesto sociale. La distruzione dell’esempio valoriale fornito dalla famiglia fondata sul vincolo matrimoniale in favore di unioni fondate su un vincolo contrattuale è l’esempio di come una certa ideologia intende rompere con qualsiasi senso di appartenenza in favore di una libertà senza misura, una non-libertà, madre di un edonismo spicciolo.
Il culto esasperato delle libertà individuali, tipico di una società contemporanea vittima di una tenace desacralizzazione, sta imponendo dei valori che non mirano più a vincolare i comportamenti individuali.
E proprio dalla mancanza del senso di appartenenza dell’individuo verso la società e la famiglia che trae il proprio nutrimento la cultura della droga.
Ha fatto bene Amato a denunciare il disorientamento di una società che esprime una domanda “spaventosa” di cocaina ma finchè si intenderà proteggere chi ne fa uso dietro lo scudo della «modica quantità per uso personale», sdoganando socialmente le cosiddette “droghe leggere”, non si farà altro che alimentare la piaga della tossicodipendenza.
La cocaina modifica pian piano la personalità in senso paranoideo e psicotico. Il cocainomane si barrica in casa perchè è convinto di essere perseguitato, dopo l’euforia sopraggiunge la depressione e  i più “fortunati” possono assistere ai “bagliori della neve”, spettacolari allucinazioni a cui fanno seguito straordinari attacchi di panico.
La battaglia per la liberalizzazione delle droghe fatta dalla sinistra radicale italiana probabilmente sarà anche utile per tagliare i profitti della mafia ma metterà in mano ad un quattordicenne non una pistola a salve, come qualcuno vuol far credere, ma un arma mortale.
Proprio verso gli adolescenti è rivolta la preoccupazione di Benedetto VXI, ai giovani  che hanno “smarrito il senso della vera gioia” e la cercano “nel consumismo, nei paradisi sanpa.jpgartificiali della droga e di ogni forma di alienazione”.
Lapo Elkann era uno di quei ragazzi che usavano abitualmente cocaina pensando fosse una droga “buona”. “Quando mi sono svegliato dal coma – racconta –  pensavo di essere in ufficio. Ho aperto gli occhi e ho chiesto: “Dov’è la Fanta?”, ne tenevo una bottiglia sempre sul tavolo. Nessuno ha risposto. Mi sono guardato intorno, prima ho visto un’infermiera, poi ho girato la testa a destra: c’era un ragazzo nel letto accanto. Solo allora ho capito dov’ero. Poco dopo quel ragazzo, che aveva la mia stessa età, sarebbe morto. Io invece sono stato graziato da Dio. Sono ancora vivo e questa è una seconda vita”.
Ma non tutti hanno una seconda possibilità: solo nel mese di gennaio sono morte per droga 9 persone e 771 spacciatori sono stati arrestati.

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