La scienza e..Lorena Bianchetti

ottobre 26, 2007

Giornalista, laureata in lingue e letterature straniere, Lorena Bianchetti ha
un curriculum di tutto rispetto alle spalle: ha esordito conducendo dal 1999 al 2005, in diretta ogni domenica mattina su Rai Uno, il programma ‘A sua immagine’, realizzato in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2006 è una dei presentatori di Domenica In su RaiUno. Ha un fratello ingegnere nucleare che le ha trasmesso un grande amore per la scienza.

bianchetti1.jpgLe interessano i fatti e le scoperte di natura scientifica?
Ho respirato la scienza da sempre perché ho la fortuna di avere per fratello un ingegnere nucleare. Ricordo che da bambini pranzavamo e poi lui prendeva un foglio di carta e penna e iniziava a ‘progettare’ aerei. Io invece rappresento un po’ l’altra faccia della medaglia, essendo più portata per le materie umanistiche. Ci completiamo a vicenda.

Le piacevano le materie scientifiche a scuola?
Quando ero piccola non avevo un buon rapporto con queste discipline. Ricordo che mia madre era un po’ preoccupata per la mia avversione verso la matematica, tanto che per fare le somme avevo bisogno di usare le dita. Ora le cose sono un po’ cambiate: non uso più le dita ma per i calcoli più impegnativi continuo a usare la calcolatrice. Ero invece innamorata della poesia. Poi, grazie a mio fratello, ho potuto vedere il modo in cui i ricercatori vivono la scienza, l’amore che c’è dietro, la passione con cui lavorano e sono riuscita a vedere anche lì la poesia di cui sono innamorata.

Da bambina ha mai desiderato fare ‘lo scienziato’?
Non ci ho mai pensato perché io e mio fratello ci siamo un po’ divisi i compiti in famiglia: io artista e lui scienziato. Ma ci accomuna non solo la grande passione per quello che facciamo, ma anche la voglia continua di sperimentare: mio fratello lo fa utilizzando la matematica, io il palcoscenico. Anche l’artista dopotutto persegue una ricerca e uno studio infinito.

bianchetti.jpgLe piacerebbe presentare un programma di divulgazione?
Sì, mi piacerebbe presentare un programma indirizzato a un pubblico il più possibile vasto, perché penso che la scienza, se ben spiegata, possa affascinare tutti. E’ qualcosa che coinvolge inevitabilmente. Adotterei un linguaggio chiaro e veloce, in grado di facilitare l’approccio rispettando i tempi televisivi, cercando di coinvolgere direttamente i giovani, dando loro la possibilità di esprimere le proprie curiosità dialogando di volta in volta
con un esperto.

Ci sono delle donne del mondo della ricerca che ammira?
Il primo personaggio che mi viene in mente è Rita Levi Montalcini. E’ inevitabile, anche perché guardandola non si può fare a meno di pensare che la scienza faccia bene! E’ la dimostrazione di come la scienza regali una straordinaria giovinezza della mente.

Lei è cattolica e ha anche presentato programmi di informazione religiosa: come considera il rapporto fra scienza e fede?lorena1.jpg
Sono convinta dell’assoluta possibilità e necessità di un connubio fra la fede e la scienza. Una scienza che sia sempre al servizio del bene e della dignità dell’uomo, concepito come figlio di Dio. Credo in una scienza capace di dialogare con la dimensione spirituale.

Cosa si aspetta dalla ricerca nei prossimi anni?
Che possa migliore lo stato e la salute dell’essere umano. Da inesperta ho comunque grande fiducia nel progredire di una scienza che riesce a trovare soluzioni fino a pochi anni fa impensabili. Penso alle persone con disabilità, che attraversano situazioni di difficoltà o che sono affette da malattie ancora letali. Ci sono cose che diamo per scontate, acquisite ma, per esempio, quando prendo una aereo penso sempre al miracolo dell’intelligenza umana posta al nostro servizio. La scienza mi affascina, ne sono innamorata, la rispetto molto e nello stesso tempo mi piace pensare a una ricerca positiva, al servizio dell’essere umano.

www.almanacco.rm.cnr.it

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La scienza e…Paola Saluzzi

maggio 6, 2007

paola_saluzzi.jpgSegue i fatti di natura scientifica, le notizie su scoperte o problemi legati
alla ricerca?

Sono una curiosa per natura, appassionata di tutto ciò che è nuovo, che va avanti, che cammina rispetto ad una precedente scienza. Mi capita spesso di leggere le pagine dell’inserto dedicato del Corriere della Sera.

Attinge a libri, riviste, manifestazioni ed eventi?

Difficilmente ho occasione invece di leggere libri specifici mentre mi piace seguire certe trasmissioni. Io appartengo a quella generazione che negli anni ’70-80 è stata “beneficiata” da Piero Angelo attraverso una televisione intelligente come quella di Quark che divulgava con un linguaggio accessibile eventi scientifici che arrivavano diretti all’attenzione e al cuore dei ragazzi. Devo quindi ad Angela il mio amore per la scienza e, onestamente, tanta comprensione in materia.

Esiste a suo avviso un rischio di spettacolarizzazione mediatica della scienza su temi come ambiente, salute, etc?

Nel tempo ho imparato sicuramente a guardare con una certa distanza la quarkspettacolarizzazione del distrastro ambientale. Mi sono però resa conto anche che se non diamo notizia che qui si sta per morire tutti quanti di inquinamento, tumore, carbone, immondizia che ci invade ma non solo in Italia o Europa. In Angola, camminando su una discarica nella città di Luanda, la capitale ad un certo punto non sapevo più dove mi trovavo e avevo perso i punti di riferimento all’interno di quell’unica interminabile distesa di immondizia in cui mi trovavo, immondizia che arriva anche dall’Europa. Sono attentissima a questi argomenti perché penso che non sia vincente la guerriglia per la guerriglia: credo che la Tav è stata fatta in Francia perché è stata spiegata, mentre in Italia molto meno. Da un lato c’è chi per tutelare l’ambiente si barrica immediatamente e chiude i canali di comunicazione dall’altro c’è chi dice “si fa punto e basta”, non spiegando. Serve quindi un canale di comunicazione comune. Proprio qualche giorno ho apprezzato un bell’intervento di Marco Travaglio ad Anno Zero, il programma di Santoro, che bacchettava tutti quanti, destra, sinistra e centro proprio su questo argomento. Quindi secondo me la scienza va spiegata e va spiegato il pericolo del disastro perché noi siamo il mondo che ha accettato ciò che è accaduto a Chernobyl o a Bhopal in India.

Lei si è impegnata in prima persona sul versante della comunicazione ambientale organizzando la mostra Trash People a Roma

Sono stata tra coloro che hanno portato in Italia in prima persona, lo dico con molto orgoglio, la mostra dello scultore tedesco Ha Scult, primo artista ecologica della Germania degli anni ’60, che ha realizzato di recente mille uomini fatti di 35 tonnellate di immondizia pressata, con scarti di latine, di computer, di macchine lavorate come sagome umane alte un metro 80 sulla falsariga dell’esercito di terracotta che è stato trovato in Cina. Ho ottenuto trashpeopleegypt.jpgdal Comune di Roma il permesso di far invadere con questo esercito Piazza del Popolo a Roma.

Ci sono delle donne del mondo della ricerca che ammira?

Fra le tante virtù della scienza c’è quella di aver sdoganato per prima le donne: mi viene subito in mente l’esempio di Madame Curie. Una donna come Rita Levi Montalcini davanti alla vergogna incancellabile delle leggi razziali ha potuto, grazie alla scienza, emigrare, vivere e studiare e diventare grande altrove. Margherita Hack è una donna che parla con le stelle. Io sono cattolica, credente e posso non essere d’accordo con certe prese di posizione della scienza ma trovo molto bello quando la scienza si interroga, senza chiudere la porta, sul concetto del creato. Ho citato delle donne che hanno chiaramente uno stuolo di altre donne al seguito, con nomi altrettanto importanti.

Chi vorrebbe intervistare?

Mi piacerebbe intervistare le ricercatrici. Ho nei confronti dei ricercatori un misto fra passione,ammirazione e una “sana invidia”. Queste persone hanno una vita normale, escono, fanno la spesa, vanno al cinema, hanno una famiglia, un fidanzato, soffrono, piangono, ridono, poi, chiusi in un laboratorio, scoprono qualcosa che rappresenta un passo avanti per salvare una vita. Quando a fare questa è una donna esulto perchè è noto come le donne ancora oggi siano vessate, schiacciate, uccise anche nella vita di tutti i giorni, nelle città cosiddette civilizzate.

Avrebbe qualche proposta o richiesta da rivolgere agli addetti ai lavori?

Si, una sola: raccontateci sempre la verità. Quando e se dobbiamo adottarie il nucleare nel nostro paese, quando Porto Marghera diventa una fabbrica di tumori, quando le emissioni radioattive uccidono la gente, raccontateci la verità perché non è più il tempo delle bugie. La globalizzazione se un bene ha fatto, ha portato  l’informazione ovunque, le finte notizie per tener buono il volgo non hanno più motivo di esistere.