La scienza e…Serena Auteri

gennaio 23, 2008

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Da bambina studiava danza classica, canto e recitazione e preferiva i libri di scienza a quelli delle favole. Ora è una affermata attrice ed una cantante affascinante. Ha recitato nei serial televisivi “Un posto al sole”, “Vento di ponente”, “Tutti i sogni del mondo”, in cui ha interpretato anche la sigla.
E’ stata protagonista del musical “Bulli & Pupe”. Il grande pubblico televisivo ha avuto modo di apprezzare anche le sue doti di presentatrice e cantante in occasione del Festival di Sanremo del 2003, condotto al fianco di Pippo Baudo.
In seguito è stata protagonista in teatro del musical “Vacanze Romane”, diretto da Pietro Garinei.
L’ultima sua intepretazione per il grande schermo è stata quella dela indimenticabile Prof.essa Elisabetta Paliani, nel film “Notte prima degli esami – Oggi (2007)”.

Segue i fatti di natura scientifica?
Ho diverse curiosità riguardanti fatti di attualità.. In particolar modo seguo con attenzione tutto ciò che riguarda l’ambiente, che in questo momento è ciò che mi preoccupa e mi incuriosisce di più.

Quali sono le  fonti di informazione predilette: tv, riviste, libri?
Adoro leggere e mi piace approfondire gli argomenti che mi stanno più a cuore, come per esempio il problema dell’inquinamento e del buco dell’ozono.
Ho partecipato con piacere come ospite a Elisir su RaiTre, una trasmissione molto interessante che permette un facile approccio a temi riguardanti la medicina e che seguo costantemente.
 
Le piacevano le materie scientifiche a scuola?
Erano quelle che mi entusiasmavano di più, anche per la bravura degli insegnanti che adottavano un metodo di studio facile e diretto. Le materie scientifiche mi davano l’opportunità di viaggiare con la fantasia, più delle favole, in un mondo che non potevo toccare ma solo immaginare. Ho sempre preferito leggere libri di scienza da bambina e vedo lo stesso piacere in mia nipote, una bimba di 10 anni che adora leggere, a cui ho sempre regalato libri scientifici che adora perché le permettono un approccio fantastico unico, particolare. 
 
Da bambina ha mai desiderato fare ‘lo scienziato’?
Ricordo che già a sei, sette anni sognavo di fare la scienziata. Il mondo della scienza era un mondo al cui fascino non era possibile sottrarsi.

Letteratura e film hanno spesso anticipato la scienza.  I robot che fabbricano auto ricordano da vicino quelli di Io, Robot, di Isaac Asimov. Stanley Kubrick con 2001 Odissea nello Spazio ha ben descritto il futuro dei viaggi interplanetari. Il replicante di Blade Runner, Rutger Hauer, rappresenta il futuro prossimo dell’ingegneria genetica. A lei piacerebbe recitare in un film del genere? Con quale ruolo? img_7799_2.jpg

Amerei moltissimo recitare in un film di fantascienza. Un ruolo come quello della replicante di Blade Runner mi sarebbe piaciuto tantissimo. Un personaggio romantico, che non sapeva di essere lei stessa una replicante.

Lei è la madrina dell’associazione  “In soccorso rosa azzurro onlus” del professor Roberto Paludetto. Come nasce questo impegno? 
Sono molto amica del Prof. Paludetto, primario del reparto Reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II” di Napoli, che stimo e ammiro profondamente. Da sempre mi impegno per aiutare i bambini in Italia e all’estero. 
Ma anche la mia Napoli è come un bambino che ha bisogno di aiuto e cure…quindi l’impegno a sostegno dell’associazione del Prof. Paludetto rappresenta un’occasione e una combinazione perfetta per il mio impegno verso i più piccoli e verso la città dove sono nata.

Ritiene che i fondi che lo stato dedica alla ricerca siano adeguati?
Non è il mio mondo e quindi non posso parlare secondo una mia esperienza diretta ma ho diversi amici medici e che lamentano il fatto che i fondi stanziati dallo Stato per la ricerca siano del tutto insufficienti. Lo dimostra anche la circostanza per cui molti ricercatori, studiosi e medici scelgono di andare a lavorare all’estero.

Ci sono delle donne del mondo della ricerca che ammira?
Ammiro moltissimo la senatrice a vita e premio nobel Rita Levi di Montalcino. Una ammirazione che ho condiviso fin da piccola con mia madre,  Una grande donna che continua a dimostrare il suo talento e la sua forza anche attraverso il suo impegno civico.
 
Cosa si aspetti  dalla ricerca nei prossimi anni?
Mi aspetto soprattutto la risoluzione al problema del buco dell’ozono: è qualcosa che mi spaventa. Quest’anno sono stata in Australia e quello che mi hanno riferito, la situazione che mi è stata presentata, mi ha allarmato tantissimo.
Un altro grande desiderio è quello che finalmente si riesca a sconfiggere una malattia mortale come il cancro, che miete ancora troppe vittime.

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